Da bellini, frizzanti e poco incisivi a brutti, sporchi, cattivi e soprattutto vincenti.

E’ un po’ la sintesi della trasformazione del Cesena, passato in settimana da Camplone a Castori dopo la cinquina al passivo di Vercelli e già trasformato nella mentalità al punto da riuscire a cogliere subito la prima vittoria (1-0) e tre punti preziosissimi in chiave salvezza contro una squadra ambiziosa come lo Spezia, che poteva schierare anche un certo Gilardino, anch’egli al debutto nell’anticipo serale dell’ottava giornata del campionato di serie B.

La ricetta di Castori, tornato dopo una decina d’anni in bianconero dove è stato tra i tecnici più vincenti ed amati, si chiama 4-4-1-1, modulo sicuramente più accorto e coperto rispetto al gioco arioso a cercare di coprire gli spazi e alle manovre avvolgenti da parte di Camplone.

In porta c’è inoltre il ritorno di Agliardi invece di Fulignati. Questione di mentalità, del primo non prenderle, di una fase difensiva inossidabile quale punto di partenza per acquisire la fiducia necessaria per arrivare ai traguardi più importanti.

Gara di contenimento al ‘Manuzzi’, ma sono dei padroni di casa le occasioni migliori

È questo il Castori-pensiero ed è questo che il Cesena ha messo in atto contro i liguri al ‘Manuzzi’, quando per spuntarla è bastato un gol in mischia da parte di Schiavone.

Non è stato facile, perché a giocare è stato soprattutto lo Spezia, anche se le occasioni migliori sono invece arrivate dalla parte del Cesena.

Per una vittoria che tira fuori la squadra bianconera dall’ultimo posto in classifica e ripristina la serenità in un gruppo che nelle ultime settimane rischiava seriamente di averla perduta.

La partita non è stata spettacolare, anche perché il Cesena si è soprattutto dovuto adoperare nel contenere le iniziative dei liguri, che hanno ben giocato per lunghi tratti. Lo ha fatto bene la squadra bianconera trasformata nello spirito, lo ha fatto con grande attenzione e cercando di rilanciare verso Jallow, chiamato spesso a fare reparto da solo per permettere ai compagni di salire.

E alla fine è stato proprio il Cesena a collezionare le occasioni da gol più evidenti anche nel primo tempo con Dalmonte e con Kone. Il gol è arrivato al 32′ nel modo più classico, ovvero sugli sviluppi di un calcio d’angolo, quando il portiere dello Spezia Bassi in uscita ha respinto proprio sui piedi di Schiavone, che è stato lesto a battere subito a rete con un destro potente da posizione centrale.

Nella ripresa i liguri hanno cercato il pareggio con Maggiore, poi con un colpo di testa di Ceccaroni sul quale è stato bravissimo il portiere Agliardi a respingere con i piedi, quindi ancora con Granoche che non ha agganciato un pallone invitante in area bianconera. Proprio durante il forcing degli ospiti è però capitata ancora al Cesena la palla più ghiotta, Kone si è però visto respingere la conclusione ravvicinata da Bazzi. Lo Spezia ha avuto anche modo di reclamare un calcio di rigore per un dubbio intervento di Fazzi su Vignali.

Scatto in classifica, abbandonato l’ultimo posto. E il 4-4-1-1 regala equilibrio

E nemmeno Gilardino, subentrato nel corso della ripresa, ha saputo dare ai liguri la concretezza che sarebbe servita per arrivare al pareggio. Anzi, ancora una volta nel finale è stato il Cesena ad andare più vicino al gol, stavolta con Laribi la cui conclusione è stata però fermata proprio sulla linea da un difensore ospite. Con questo successo i bianconeri agganciano momentaneamente Foggia e Novara a quota 7 punti, scavalcando in un solo colpo Ternana e Pro Vercelli. Buona la prima di Castori, che al prossimo turno è atteso al derby personale in quel di Carpi: dopo l’inattesa sofferenza dell’inizio di questo campionato, il Cesena vede finalmente la luce.