Doveva essere la partita giusta per scacciare i fantasmi, è diventata invece quella che scaraventa il Cesena nella crisi più nera.

È stato un Ascoli cinico, quello che ha espugnato (2-0) l’Orogel Stadium ‘Manuzzi’ nella sesta giornata del campionato di serie B grazie a due reti arrivate solo nei minuti finali di una partita in cui i padroni di casa hanno attaccato troppo a lungo senza la necessaria convinzione, finendo per innervosirsi e complicarsi la vita da soli.

Partita vivace ma senza mordente offensivo, troppi gli errori sottoporta di Jallow. Rete annullata a Cacia

A decidere il match appunto le segnature di Lores Varela e Baldini davanti a circa 1200 tifosi ascolani, arrivati ad affollare il settore ospiti di uno stadio che forniva per l’occasione la migliore delle cornici.

E pensare che il Cesena era partito con le migliori intenzioni, facendo la gara e costringendo gli ospiti, reduci da tre sconfitte consecutive, sulla difensiva. Manovra avvolgente e anche abbastanza continua, ma a mancare in maniera clamorosa alla squadra di Camplone è stato l’attacco e in particolare la coppia Jallow-Cacia, il primo impreciso oltre misura e il secondo abulico e mal servito. Così, l’iniziale forcing dei padroni di casa è andato a scemare con il passare dei minuti fino alla metà del tempo, quando l’Ascoli ha capito di poter osare qualcosa di più ed ha alzato il baricentro iniziando a spingere in maniera consistente sulle fasce con Mignanelli e Mogos.

Alla fine sono fischi sonori da parte dei tifosi: al penultimo posto, la società riflette sul cambio tecnico

Mentre Jallow sprecava calciando sul corpo di Cacia l’unica occasione o quasi dell’intero tempo, mentre a Cacia – salutato con simpatia dai suoi vecchi tifosi – veniva annullata una rete per fuorigioco sull’assist di Di Noia, mentre Mordini calciava a lato (con deviazione di Padella) un diagonale da buona posizione, l’Ascoli usciva dal guscio e trovava fiducia e occasioni. Un pallonetto da lontano alto sulla traversa di Buzzegoli, quindi una grossa chances su calcio d’angolo calciato da Buzzegoli e spizzato da Gigliotti, con Padella che non arrivava di un soffio sul pallone. La partita era anche dura dal punto di vista fisico e Mordini, già ammonito per un eclatante fallo a centrocampo su Lores Varela, veniva graziato quando decideva di fermare con le cattive una poderosa progressione di Mogos.

Nella ripresa poco cambiava: dopo un altro destro a fil di palo di Jallow servito da Cacia, era l’Ascoli a rendersi ancora pericoloso con Favilli, abile a colpire di testa in torsione ma non a trovare la porta.

Camplone capiva l’antifona, rispediva in campo Fazzi per Di Noia per cercare una maggiore spinta sulle fasce, quindi decideva di cambiare anche l’attacco dopo due ulteriori errori sottoporta di Jallow (nuovo sinistro sopra la traversa e colpo di testa sfiorato a lato su cross di Mordini). Dentro Sbrissa per Dalmonte e Gliozzi per il volenteroso gambiano, ma a questo punto una partita sempre più fallosa e nervosa sembrava avviata verso lo 0-0.

A cambiarne le sorti è stato l’uruguaiano dell’Ascoli Lores Varela, capace a 6′ dal termine di un magnifico quanto improvviso fendente di sinistro dal limite dell’area che non ha lasciato scampo a Fulignati. Colpito nel vivo, il Cesena cercava un’immediata reazione catapultandosi in attacco, ma inevitabilmente sbilanciandosi in maniera eccessiva e capitolando nuovamente al termine di una bella ripartenza corale dei marchigiani: assist basso dalla destra da parte di Bianchi, sponda ancora di Lores Varela e preciso interno destro di prima intenzione di Baldini a sigillare il blitz. Finiva con la squadra di Camplone subissata dai fischi dei propri sostenitori, relegata al penultimo posto in classifica e con la società che si prendeva qualche ora per riflettere sulla posizione del tecnico.