Occhiali come veri e propri computer, bracciali capaci di misurare il battito e il respiro, t-shirt in grado di analizzare i orienti del corpo. Il mercato delle wearable technologies esiste da decenni e ora  si può parlare della definitiva consacrazione di questa nicchia. Merito anche della decisione dei grandi gruppi hi-tech di allearsi con designer e brand fashion, per rendere più appealing questi strumenti anche dal punto di vista meramente estetico.

Luxottica darà vita in questo 2015 a una collezione di eyewear intelligente. Una linea che si collocherebbe come concorrente dell’altra grande novità del 2014, i Google Glass. Anche il colosso di Mountain view per i suoi occhiali smart ha scelto infatti il gruppo di Leonardo Del Vecchio per griffarli con i suoi house brand Ray-Ban e Oakley e in futuro anche con le sue licenze fashion. Il debutto nell’arena della moda, però, è stato garantito da Diane Von Furstenberg, scesa in passerella a settembre 2013 con i suoi Google glass che hanno debuttato su Net à porter quest’estate e prodotti da Marchon. Che il legame tra la moda e la tecnologia sia sempre più stretto lo dimostra anche il fatto che Apple, a pochi giorni dalla presentazione del suo primo smartwatch, abbia arruolato un designer multitasking come Marc Newson per dare vita, probabilmente, a una collezione di device dall’altissimo contenuto di design.

A collaborare con il gruppo di Cupertino per ridare smalto alla propria categoria di wearable technologies è anche Nike, che dopo aver interrotto la produzione del braccialetto Fuel band è alla ricerca di nuovi stimoli per dare vita a prodotti inaspettati. Il mondo dello sportswear, del resto, è quello che si è unito a quello della tecnologia ben prima dell’avvento della moda per motivi ben intuibili, come la necessità per uno sportivo di aver sempre a portata di mano, anzi di polso, tutti i propri valori per mantenere alte le proprie prestazioni. Per Nike che dice addio al proprio smart bracelet, Adidas si prepara a conquistare il mercato con il suo Fit smart e a spianare la strada per l’altro brand di casa, Reebok, pronto al debutto sul mercato wearable tech nel 2015, mentre è di pochi giorni fa il lancio di Smartbrand, il braccialetto intelligente nato dall’unione tra Sony e il marchio surf e snowear Roxy.

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Differente, ma sempre orientato sul mondo dello sportswear, è l’approccio di Ralph Lauren, che per il suo debutto nel settore non ha scelto orologi e bracciali, ma una Polo tech. Si tratta della versione performante dell’iconica maglia firmata dallo stilista, dotata di sensori in grado di misurare il battito cardiaco, il respiro, il livello di stress e il dispendio di energia e presentata alla prima giornata degli Us open con il tennista Marco Giron come testimonial. Un progetto che il colosso Usa spera di poter estendere anche alle altre label, nell’ottica di promuovere un lifestyle non solo bello e desiderabile, ma anche sano. Che l’abbigliamento possa rivelarsi la wearable technology del futuro è alla base anche della strategia di Tommy Hilfiger, che in partnership con Pvilion ha presentato la Solar powered jacket, una giacca capace di ricaricare grazie all’energia solare immagazzinata dai pannelli applicati ben due device come smartphone e tablet. Il futuro delle tecnologie da indossare, dunque, sembra davvero l’Eldorado dei marchi del lusso, dello sport e dell’hi-tech. E se Amazon ha inaugurato una pagina apposita dedicata a questo tipo di gadget, chissà che anche il retail virtuale e reale non si ingegni nel dare vita a soluzioni sempre più integrate.