Saint Laurent incanta Parigi. Con una sfilata imponente Hedi Slimane ha messo d’accordo la stampa internazionale e i buyer worldwide, e ha chiuso in bellezza la lunga maratona del menswear primavera-estate 2015, iniziata Londra lo scorso 15 giugno e poi continuata a Firenze e a Milano. A promuovere il défilé sono stati in primis i buyer italiani che, compatti, hanno incoronato lo show della maison francese del gruppo Kering. La Ville Lumière regala sempre qualcosa in più sulle tendenze. Il vero show comincia da fuori. Quando la strada di fronte alla sfilata di Saint Laurent si riempie di ragazzi ultraskinny, usciti da qualche club di Los Angeles, boys dai tratti che sembrano aver metabolizzato il verbo musicale del loro guru estetico.

Ovviamente Hedi Slimane. Che, stagione dopo stagione, ha regalato alla linea Saint Lurent quell’appeal di rottura che proprio il suo fondatore aveva auspicato. E la passerella primavera estate 2005 viene inondata di un profumo da notti a Coachella. Note ipnotiche dei Mystic braves sono create ad hoc per lo show. Come il cast one of a kind, dalle silhouette scarne, a matita, consumate da notti in tour. Fil rouge, capelli lunghi per lei e per lui, che da dietro ribadiscono quell’effetto unisex invocato dalla collezione. Psych rock’s new rising, si legge sull’essenziale cartella stampa posta sulle panche. Una generazione raccontata da Sonic, libro ed exhibition ai nastri di partenza alla Pierre Berge e Yves Saint Laurent fondation. Black. Il pannello di luci meccaniche sullo sfondo si ricompone come un pattern psichedelico in perenne movimento. Un tapis roulant fa volare nel buio il front man. Marsina con passamanerie. Cappello. Grande sciarpa foulard che vola. Gambe sottili come disegnate. Stivali a punta. Alla mente vengono Jimi Hendrix, Rachel Zoe e Almost famous. Militare, frange, borchie. Per giacche brevi, giubbini di suede, gilet portati a nudo per una nuova sensualità. Se non un re lucertola, come era chiamato Jim Morrison, è uno snake prince, che esibisce anelli e monili dal sapore magico, di folk e hippy. La mantella è di cavallino, l’animalier si mescola a sottovesti crochet, il gilet è montone, il poncho diventa il nuovo key-piece del guardaroba. Che si accende di bordature dorate, di riflessi metallizzati nelle giacche con righe e negli stivali zeppati per lei. Il rock diverrà glam. Rock and stars. Complice ricami all over sui giubbini e sui pantaloni del finale. Indossati con una grande coperta con lavorazioni vintage. Come dopo un rito attorno a un falò.