Bollywood a tavola

«Kebab and Curry guy». Così lo ha definito Jiggs Kalra, pioniere della nuova cucina indiana. Il «ragazzo del kebab e del curry» è Kunal Kapur, eletto nel 2008 il miglior chef indiano dal «National Weekly Magazine – India Today».

Kunal Kapur, dal dicembre 2018, è lo Chef del «Namak», un ristorante all’interno del «Dusit Thani» di Abu Dhabi. Situato nel nuovo quartiere finanziario e governativo di Abu Dhabi, a pochi passi dal lungomare, luogo – icona della città, e famoso per il suo design architettonico fortemente innovativo, il «Dusit Thani» è stato selezionato tra i migliori cento hotel del mondo.

«Indian Food with Global Footprints», esperienza culinaria indiana condita con influenze globali: è la filosofia dello Chef Kunal Kapur che propone ai suoi ospiti un percorso gastronomico in «folle» equilibrio tra tradizione e innovazione. Kapur, classe 1979, nato a Nuova Delhi da una famiglia originaria della regione del Punjab, ha iniziato la su carriera vent’anni fa al «Taj Group of Hotels», dopo gli studi all’«Institute of Hotel Management» di Chandigarh.

Kunal Kapur propone piatti che nascono dalle conversazioni al tavolo del pranzo della domenica con suo nonno e suo papà che, ancora oggi, è la persona del cui giudizio Kapur si fida di più quando deve «testare» un piatto nuovo.

Tradizione, dunque, abbinata a piatti audaci e combinazioni gourmet. Il «Namak» promette di servire «cibo indiano su misura con impronte globali»: il cibo dell’India del nord, sua terra di origine, con il suo mix di sapori unici, «contaminato» da ingredienti fuori dal perimetro della tradizione indiana. Una sovrapposizione in grado di creare esperienze di gusto nuove e insolite.

Dai gamberi in pasta kataifi, perfetti per essere serviti sia come finger food sia come secondo piatto, al charred paneer, piatto vegetariano della tradizione indiana, dal Shorba di montone al bunny bhaji, una combinazione del pav bhaji di Mumbai e del chow bunny del Sud Africa, riempito in morbidi panini con una crosta di formaggio, dai gamberi con latte di cocco fresco e foglie di curry al Tacka tikka di pollo. Ancora, per i veri amanti del cibo indiano, non possono mancare il pollo o il riso al curry. E poi il piatto forte della cucina di Kunal Kapur, lo straordinario stinco di agnello Nalli Korma a cottura lenta con anacardi e tartufo Naan. In poco meno di un anno e mezzo il «Namak» è diventato il nuovo punto di riferimento per la cucina indiana ad Abu Dhabi e in tutti gli Emirati Arabi Uniti, dove Kunal Kapur ha portato la sua visione e la sua interpretazione dell’arte del cibo.

Con un’elegante sala da pranzo dai colori vivaci, decorazioni stravaganti e musica sitar, il «Namak» è un viaggio attraverso un’esplosione di colori, suoni e sapori nella migliore tradizione dei film di Bollywood.

«Il cibo richiede tempo e pazienza». Questa è la filosofia di lavoro di Kunal Kapur, un vero e proprio mantra che è alla base del suo successo e che lo ha portato a essere uno dei più famosi Chef del subcontinente indiano. Ha ottenuto il prestigioso «Sir Edmund Hillary Fellowship 2012» del governo della Nuova Zelanda e ha vinto il «Best Food Entertainer» del 2017 promosso da «Living Foodz», ha proposto la cucina Satvik al Primo ministro Narendra Modi e al Cancelliere tedesco Angela Merkel nel vertice di Bangalore del 2016 e ha cucinato per 42 first ladies al Summit India Africa del 2015.

Le tendenze in cucina cambiano rapidamente. Quindi, la sfida più grande per gli Chef è quella di tenersi aggiornati e sapersi adattare ai cambiamenti. Questa è stata la partita vinta da Kunal Kapur che negli anni ha viaggiato per portare la diversità e l’unicità della sua cucina nelle diverse parti del mondo e ha condiviso esperienze con altri chef che gli hanno permesso di rimanere all’avanguardia, sempre un passo avanti rispetto ai colleghi.

Kunal Kapur non è solo il migliore Chef indiano della sua generazione. È anche un personaggio televisivo: è stato giudice in quattro edizioni di «Master Chef India» ed è stato invitato a giudicare la semifinale della seconda stagione di «Master Chef America» insieme a Gordon Ramsey. E poi è stato protagonista di numerosi programmi tv indiani, «Pickle Nation», «Thalis of India» e «My Yellow Table».

Un successo che, però, non lo gli ha fatto perdere i legami con la sua terra, da dove è iniziata la sua carriera. Kapur, infatti, lavora con «United Ways Delhi», un’organizzazione che attraverso la cucina forma i giovani meno fortunati per aiutarli a diventare piccoli imprenditori del settore della ristorazione, e collabora con «NASVI» («Associazione nazionale dei venditori ambulanti dell’India») per migliorare la vita dei venditori ambulanti, nonché la qualità e l’igiene del cibo che servono.

Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Questa la «ricetta» di Kunal Kapur. Con un ingrediente che non manca mai, il «right attitude», come lo ama definire Kapur: il giusto atteggiamento che si trova nel cuore di ogni Chef.

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