“Una semplice storia italiana”
Il romanzo di Emanuele Tumino e la riscoperta della memoria come forma di resistenza quotidiana
di Redazione
Nel panorama letterario contemporaneo, spesso affollato di narrazioni ad alto tasso di artificio o strategia editoriale, “Una semplice storia italiana” di Emanuele Tumino si distingue come un’opera fuori dal coro.
Pubblicato da Balzano Editore nel 2024, il romanzo segna l’esordio narrativo di un autore maturo, che sceglie di raccontare con pudore e autenticità sessant’anni di storia italiana attraverso gli occhi e i gesti di uomini e donne comuni.
Il cuore della vicenda è un incontro del 1960 tra Vincenzo, uomo anziano e malato e Lele, amico e compagno di una vita, che innesca un flusso di memoria che abbraccia l’intero Novecento, dal 1900 alla soglia del boom economico.
Copie del libro di Emanuele Tumino “Una semplice storia italiana”
Le loro esistenze, intrecciate a quelle delle rispettive compagne, si fanno specchio delle trasformazioni del Paese: la guerra, il lavoro, la povertà, le rinascite, ma anche le gioie private e irripetibili che non entrano mai nei libri di storia, eppure ne costituiscono il vero tessuto.
L’autore – Emanuele Tumino – adotta un registro narrativo sobrio, pacato, privo di orpelli stilistici: una prosa nitida, misurata, quasi confessionale, che predilige l’ascolto all’enfasi, il dettaglio al clamore.
In questo stile si rivive una volontà precisa di restituire dignità alla parola semplice, alla frase piena di senso umano.
In tal senso, “Una semplice storia italiana” si colloca idealmente accanto ad autori come Natalia Ginzburg o Mario Rigoni Stern, capaci di raccontare l’ordinario come atto di resistenza morale.
L’autore – Emanuele Tumino – mentre firma le copie del suo libro al Salone del Libro di Torino 2025
La struttura del romanzo, costruita su flashback ordinati, evita la frammentarietà tipica di molta narrativa postmoderna e si affida invece alla linearità del ricordo.
Il tempo è sì memoria, ma anche lente etica: attraverso di esso, Tumino non ricostruisce solo una storia personale, ma anche una coscienza.
I protagonisti non sono eroi né vittime, bensì uomini e donne che attraversano il secolo con una silenziosa dignità, affrontando le sfide del vivere con una forza che non ha bisogno di proclami.
Particolarmente significative sono le figure femminili, delineate con cura e rispetto. Le compagne di Vincenzo e Lele non sono personaggi secondari, ma custodi del senso, depositarie di affetti e silenzi che tengono insieme la trama della vita. La loro presenza è costante, discreta, determinante.
Il valore del libro, tuttavia, va oltre la pagina scritta.
“Una semplice storia italiana” è stato presentato anche in sedi istituzionali, tra cui la Prefettura di Ragusa e il Senato della Repubblica Italiana, segno che il romanzo ha saputo suscitare una risonanza profonda, intercettando il bisogno – oggi sempre più urgente – di narrazioni che sappiano restituire il senso del tempo, della famiglia, della comunità.
Proprio per la sua forza narrativa, la sua universalità e la densità emotiva che lo attraversa, “Una semplice storia italiana” potrebbe presto diventare oggetto di interesse anche da parte del mondo del cinema.
Sono in corso, infatti, valutazioni per una possibile trasposizione cinematografica dell’opera, che potrebbe presto trasformarsi in un film, portando sullo schermo le atmosfere intime e i valori profondi che il libro custodisce.
Una prospettiva che conferma la capacità della narrazione dell’autore di parlare a un pubblico ampio, oltre i confini del libro, attraverso immagini e volti capaci di incarnare l’Italia di un tempo.
L’autore del libro e la copertina della sua opera letteraria
In un’epoca in cui la memoria collettiva è spesso travolta dalla superficialità della cronaca e dall’oblio accelerato dei social, l’autore ci invita a fermarci, a custodire, a ricordare.
Il passato, in queste pagine, non è nostalgia, ma seme di consapevolezza. Raccontare una “semplice” storia diventa così un atto politico, oltre che letterario.
Note sull’autore:
Emanuele Tumino è nato a Ragusa il 5 giugno 1969.
Dopo aver completato gli studi e ottenuto l’abilitazione di geometra, ha arricchito il proprio bagaglio formativo con un attestato di arredatore alimentando così la sua passione per il design. La personale sete di conoscenza lo ha spinto verso nuove sfide accademiche.
Dopo la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ha conseguito un Master in Criminologia prima di intraprendere il corso di studi in Giurisprudenza.
Successivamente ha ottenuto l’abilitazione alla professione di avvocato e ha conseguito un master di secondo livello in “Intelligence&Security” congiuntamente a un Executive Master sul terrorismo di molti anni prima.
“Una semplice storia italiana” è il suo primo romanzo e rappresenta l’esito narrativo di un percorso personale e culturale fatto di studio, osservazione e rispetto profondo per le storie “minori”, quelle che costruiscono la memoria collettiva del Paese.






