Malaysia Grand Prix – Sepang, la pista dei campioni

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Per la seconda tappa del Mondiale, la Formula 1 approda, come ormai di consueto da diverse stagioni, in terra malese. A Sepang è il caldo a farla da padrone, quello dell’asfalto ma anche del pubblico, che ormai in massa riempie le tribune del circuito da ormai 17 anni.

Una delle tappe preferite dai piloti del Circus, che amano in maniera particolare il tracciato della Malesia, fatto dl lunghi rettilinei, ma anche da un mix di curve veloci e staccate al limite, che hanno fatto di questo appuntamento une dei più ‘prolifici’ del Mondiale in quanto a numero di sorpassi.

Un circuito, quello di Sepang, da sempre terra di conquista dei campioni del mondo (vedi Button e Alonso), con Sebastian Vettel che nel 2015 conferma questo pronostico portando ad un incredibile quanto inaspettato successo la Ferrari davanti alle ben più quotate Mercedes di Hamilton e Rosberg, dominatrici dell’edizione 2014.

Per il tedesco del Cavallino rampante un weekend da incorniciare quello malese, con una gara impeccabile che lo ha proiettato subito nel cuore dei tifosi della Rossa.

Trionfo numero quattro per Vettel a Sepang (dopo quelli nel 2010, 2011 e 2013), che scavalca così in questa speciale classifica due altri campioni della Ferrari come Michael Schumacher e Fernando Alonso (fermi a quota 3).

E che la Malesia sia legata a doppio filo al destino dei campioni del mondo lo dimostrano i numeri: nove volte su sedici, il pilota che ha vinto il gran premio si è aggiudicato anche il titolo a fine stagione. Il primo a riuscirci fu Schumacher, che però nel 2000 vinse la gara malese (ultima gara del calendario) con il Mondiale già in tasca. Il tedesco replicò nel 2001 e nel 2004. Toccò poi ad Alonso (2005), Button (2009), Vettel (2010, 2011 e 2013) e Hamilton (2014). Tra gli ‘sfortunati’ Irvine (1999), Ralf Schumacher (2002), Raikkonen (2003 e 2008) e Fisichella (2006), che poi non riuscirono a coronare il sogno Mondiale, così come Alonso nel 2007 e nel 2012.

Solo Hakkinen ha vinto un Mondiale senza aver mai trionfato a Sepang, mentre Lewis Hamilton ha spezzato proprio l’anno scorso la serie di sette GP di Malesia senza vittorie. A colpire poi è il paddock, sistemato tra le due lunghissime tribune che affiancano i due rettilinei principali del tracciato, che anche nel 2015 ha fatto segnare un gran numero di presenze, anche vip. E il rapporto del Circus della Formula 1 con la pista di Kuala Lumpur è destinato a continuare: confermato infatti proprio nel weekend di gara il contratto per altri tre anni dal patron della FOM Bernie Ecclestone, con la Petronas che resterà il title sponsor. Una firma importante per il circuito malese, che ha accolto con favore la nuova formula turbo ibrida, che ha ridotto sensibilmente il rumore dei motori e ha aiutato ad avvicinare le famiglie alla pista. E un altro fattore che potrebbe aiutare Sepang sarebbe quello di avere un pilota malese in azione, dopo le meteore di Yoong e Razia, oltre a gare di contorno a quella della F1. Nelle intenzioni degli organizzatori, una categoria minore sarebbe l’ideale per offrire uno spettacolo migliore al pubblico e al tempo stesso coltivare un pilota locale in vista di un suo approdo nel gotha mondiale delle quattro ruote. Ma sono in fase di studio anche delle novità: a partire da una gara in notturna, così da rendere la corsa ancor più suggestiva e glamour, oltre ad aumentare il già nutrito afflusso di turisti europei. E a confermarlo è il responsabile della pista, Mokhzani Mahathir: “Sono un po’ di anni che stiamo valutando questo discorso delle luci. I costi ad esse correlati sarebbero decisamente considerevoli, ma si tratta ancora di un aspetto del quale stiamo discutendo”. Ma non solo: possibile infatti anche lo spostamento di calendario, in modo da combinare la trasferta malese con quella di Singapore, in programma dopo la metà di settembre. Un particolare che porterebbe la corsa in Malesia ad essere ancora più emozionante e decisiva, come in passato.

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