PARIS FASHION WEEK, AUTUNNO-INVERNO 16-17

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Per la sua ultima collezione in casa Saint Laurent, Hedi Slimane ha radunato buyer e stampa nella nuova Couture House, la sede storica al 24 di rue de l’Université a l’Hotel de Sènecterre. Nessuna colonna sonora, in aperta contraddizione con le precedenti sfilate del marchio, caratterizzate da un tappetto sonoro perfettamente in linea con abiti e accessori grunge e r’n’r. Atmosfera rarefatta dunque, tra le ampie scale e le antiche stanze, rotta dalla storica voce di Benedicte de Ginestous ad annunciare i numeri degli outfit come da tradizione in YSL Couture. E la collezione un tributo al massimalismo YSL traslato nella concezione stradaiola e vintage di Slimane, tra lustrini, glitter e pelliccie su giacche smoking e jumpsuit.

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Poi c’è il fenomeno Vetements, con la sua riappropriazione di codici precedenti, appartenenti agli anni novanta e riattualizzati. E il cui stilista Demna Gvasalia, ha debuttato alla direzione artistica di Balenciaga, compiendo una rivoluzione che si affianca per efficacia e senso di rottura a quella di Alessandro Michele da Gucci. Il lusso è il tempo, e la giovinezza, un’apparente normalità fatta di capi dai dettagli esasperati, tradizione e senso del moderno, gigantismo ed effetti vintage, piumini bizzarri e stivali dalle zeppe altissime, concettuale e rassicurante.

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Un pianista accompagna le ballerine inquiete di Valentino. Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli immaginano per l’autunno-inverno 16-17 delle danzatrici leggiadre e disciplinate, rigorose nei coat militari e leggere negli abiti sottoveste ricamati e intarsiati da geometrie. Coat di vinile e gonne di pvc con maglioncini a collo alto e tutù borchiati. Poesia e concretezza per un marchio che vola verso il miliardo di ricavi.

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http://www.saintlaurent.com